sabato 19 settembre 2015

Scandalo al sole

“Viviamo in una casa di vetro, non ci conviene tirare pietre”
L’estate appena trascorsa ci ha regalato alte temperature, un mare meraviglioso, rimpatriate con amici lontani, certo qualche disturbo non manca mai ma, nel complesso siamo riusciti a sopravvivere. L’estate castelbuonese passerà ,forse, alla storia come quella condita da diversi scandali.  Il nudo di un famoso cantante al concerto rock  ha mietuto la serenità di molti di noi ,che si sono scatenati in veementi commenti di disapprovazione. Non abbiamo ben chiaro però se lo stesso accade quando, certi nudi, o peggio, scene di violenza gratuita le risparmiamo, giornalmente,  ai nostri bambini.  Un’immagine resterà nella storia dei social, quella che ritrae il Nostro, alquanto compiaciuto, con un personaggio vestito in costume da festa in barca che, accompagnano sorridenti la nostra amata Madre S’Anna. I due sembrano fare una amichevole passeggiata condita da risatine e chiacchiere, altro che rispetto per la Processione! Noi castelbuonesi siamo fieri delle nostre tradizioni che rispettiamo da secoli, per cui ci siamo indignati moltissimo per la presenza del compagno di processione, visto e considerato che le ultime sue mosse “politiche”, sono state deludenti e per di più imbarazzanti per l’intera Sicilia. Notti insonni ci hanno fatto passare! Ma a pensarci bene non dovevamo indignarci. In processione ognuno sceglie il suo compagno, quello che lo affiancherà per tutto il tragitto. Così, rispettando la tradizione, il Nostro ha scelto un uomo simile a lui; se ci pensiamo hanno molto in comune: stessa crisi amministrativa, stessa politica improvvisata, assessori che vanno e vengono, nessuna capacità decisionale, nessuna programmazione, nessuna politica per la crescita del territorio e potremmo continuare ancora e ancora… Dovevamo rifletterci prima, siamo stati incauti amici…siamo sicuri che la prossima volta saremo più preparati! Il vero scandalo però è che  non ci indigniamo abbastanza (neanche la politica lo fa, agosto politica non ti conosco!!!), per la spazzatura lasciata ovunque, per l’ennesima chiusura della circonvallazione, per il traffico in tilt, per il dispendio scellerato di soldi pubblici, per il bilancio comunale e delle relative Istituzioni culturali che non arriva, per il prospetto dell’Ex Banca di Corte per l’ennesima volta imbruttito da manifesti orrendi, per il teatro le Fontanelle che non si farà più…Dove sono tutti gli uomini e le donne di cultura che hanno partecipato nel passato alla crescita culturale di Castelbuono? A fine luglio all’assemblea che si tenuta nell’aula consiliare mancavano tutti coloro i quali vivono oggi grazie alle manifestazioni culturali e non cui l’Amministrazione contribuisce. Un vero scandalo. Le lamentele sono del singolo, del cittadino che non ne può più di com’è vessato dalla mancanza di ascolto, come i tanti abitanti della Via Mazzini che, da anni chiedono maggiore rispetto. Nessuno li ascolta.

E allora Castelbuono è come una  grande casa di vetro, alla quale non conviene tirare le pietre per non dovere infrangere la propria immagine riflessa?  

martedì 21 luglio 2015

La Fiera della vanità

“Se pure coronati dal successo, alcuni sono soltanto degli sciocchi e dei ciarlatani; ed è per smascherarli e combatterli che è stato inventato il Riso.” 
WILLIAM MAKEPEACE THACKERAY

Inizia l’estate e con la bella stagione si sa, si ha voglia di fare quelle interessanti gite fuori porta.  Vogliamo raccontarvi il soggiorno che abbiamo vissuto in un paese molto bello, ricco di beni culturali, buon cibo, pulito, aria salubre, boschi e quanto altro. Prima di andare, ci siamo documentati bene, abbiamo letto molte notizie che lo riguardavano, anche libri molto interessanti così ci siamo decisi. In effetti, appena arrivati, abbiamo potuto costatare la bellezza del luogo, il buon cibo. In quei giorni si svolgeva una manifestazione artistico floreale veramente molto bella, peccato non si poteva ammirare nella sua totale bellezza perché, oltre alla calca, qualcuno ha pensato bene di fare anche un infinito corteo storico arricchito da un fragoroso (fin troppo!) suon di tamburi.  Abbiamo chiesto anche che attinenza avesse il corteo con la bella manifestazione floreale. Nessuno, neanche gli organizzatori ci hanno reso una risposta chiara. Anche la gente del luogo era perplessa. Non bastevoli di questo, in quel paese, accanto al corteo storico a un certo punto, qualcuno ha fatto invadere il centro storico da un centinaio di motociclette. Giunte da chissà dove, con notevoli e rombanti rumori e l’inquinamento che  naturalmente emanano. Ma come, proprio dove non si dovrebbe, nella zona a traffico limitato, si permette tutto questo? Continuiamo il nostro soggiorno e apprendiamo con leggero stupore, che un politico locale, non avendo altri meriti da esibire alla sua popolazione, si occupa personalmente, a quanto pare anche con la sua automobile, di raccogliere i rifiuti nel centro storico. Ammirabile ci siamo detti, peccato poi che la notizia sia stata diffusa dallo stesso a mezzo stampa, con un’evidente caduta di stile. E in tutto questo frastuono, un "evento” che non aveva un filo conduttore, si è susseguita nei giorni seguenti, una rassegna teatrale per bambini.  Non in un teatro, quello non si sa ancora se si potrà fare ma, in un parco comunale. Anche in questo caso siamo andati a vedere, ci pareva interessante. Anche qui, ci siamo trovati ad assistere a una passerella di adulti e non di bambini, dove anche un noto scrittore, bravissimo dal pensiero raffinato, è esibito come un “dono/regalo/”, esibito dicevamo,  come un trofeo da tenere stretto e non presentare a nessuno se non ad alcuni scelti cortigiani. Anche in questo caso l’organizzazione non si è resa conto che il bellissimo discorso politico culturale fatto dallo scrittore, non poteva  e non era rivolto ai bambini che si sono mostrati subito abbastanza irrequieti, ma agli adulti. Ci siamo informati e gli adulti che avrebbero dovuto essere presenti, come i rappresentanti delle Istituzioni erano tutti assenti.  Anche in questo caso pubblicità a gogò, non per l’evento in sé ma, per gli organizzatori. Un po’ delusi dalla nostra vacanza che speravamo potesse unire l’aspetto culturale a quello ambientale, ci avviamo a tornare a casa, pensando che forse, quel meraviglioso paese, raccontato da molti come la mecca del turismo di qualità, sia oggi, in verità, soltanto una mera fiera delle vanità.

venerdì 19 giugno 2015

Castelbuono si racconta

"Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade". Oriana Fallaci

Oggi vogliamo giocare con le parole, in senso buono ovviamente, e vogliamo farlo cercando di essere ironici e malinconici allo stesso tempo. La bellissima frase di Oriana Fallaci, ci riporta al senso della Festa della Repubblica, a quella dignità che, persa chissà dove, dobbiamo impegnarci a ritrovare. Il senso del rispetto verso gli altri e verso le Istituzioni, cardini della nostra Democrazia, sono punti di riferimento che dobbiamo avere il dovere di imprimere dentro la nostra mente, ogni giorno. E giocando, se cambiamo per un attimo il termine Italia con Castelbuono, il gioco è fatto. Una Castelbuono seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa quindi meritevole di rispetto…Tutto quello che manca oggi a Castelbuono, alle sue strade invase dal traffico, al centro storico deturpato da manifesti di sagre e soste abusive a ogni ora. Una Castelbuono, maltrattata da una mancanza totale di politica e di rispetto verso l’avversario. Una Castelbuono che, assiste, ad attacchi personali e che secondo il Nostro, oggi, può solo raccontarsi con delle foto affisse alle piantane delle ex soste del bus cittadino. Il progetto, anzi il concorso (addirittura!) si chiama proprio, “Castelbuono si racconta”. Si perché l’idea geniale, in tempi di multimedialità, di Wi-Fi libero, (a proposito che fine ha fatto il progetto di ormai due anni e mezzo fa, tanto osannato, sempre dal Nostro, del Wi-Fi libero in tutto il centro storico?), è che, il turista, non il castelbuonese, dovrebbe essere affascinato talmente tanto da queste foto affisse un po’ ovunque, da ritenerle, quasi un itinerario turistico. Ora ci chiediamo, ma anche le piantane delle periferie fanno parte del progetto? Sempre nel comunicato si legge: “Le stampe, su un supporto particolare, saranno realizzate con il contributo di vari imprenditori castelbuonesi i quali sin da subito possono prenotare, fino al 30 giugno...”, la notiamo solo noi l’incongruenza? L’amministrazione da per scontato che i commercianti pagheranno la stampa e messa in opera delle foto, salvo poi aprire una prenotazione. Delle due una, o è stato fatto un accordo precedente e quindi non c’è bisogno della prenotazione …oppure…Oppure siamo alle solite, e ci chiediamo che interesse avrebbero i  commercianti a fare un’operazione del genere? Ci chiediamo anche, perché non si propone alle tante attività commerciali che, in passato, hanno usufruito dell’incredibile ascesa turistica di Castelbuono, un vero progetto turistico in collaborazione con l’Amministrazione e le associazioni? Come, per esempio, fare diventare il Parco delle Rimembranze area di sosta per i turisti? Perché non si ripristinano sempre al Parco delle Rimembranze i bagni pubblici?  Perché non si propone la chiusura definitiva del centro storico alle auto, anche a quelle comunali e degli amministratori? Perché  non ci sono progetti di restauro? Perché quelli in avvio sono stati accantonati? Abbiamo davvero bisogno di fermarci davanti un “palo” , guardare una foto per essere fieri delle bellezze architettoniche e paesaggistiche che abbiamo? E’ davvero questa la Castelbuono che si racconta? E se Castelbuono potesse parlare, oggi, cosa direbbe?   Sarebbe ora, di mettersi a lavorare seriamente, di chiedere a chi le idee le ha, di mettersi in gioco, e questo vale per tutti, non solo per il Nostro. E’ giunto il momento di onorare la Festa della Repubblica, in modo solenne, non con un improvvisato comunicato affisso, neanche a crederci, anche nelle nostre scuole. Come se, la vicinanza e il rispetto per la democrazia, avessero bisogno dell’ennesimo comunicato non di politiche di educazione civica piena e consapevole. I veri maestri sono quelli che insegnano ai loro allievi le bellezze affinché possano a loro volta trasmetterla. A Castelbuono, salvo i cortigiani dell’ultima ora, arroccati su posizioni ridicole e indifendibili dignitosamente, ci sono ancora buoni maestri?
 

lunedì 18 maggio 2015

Libertà e lavoro

 “Che cosa vuol dire libertà, che cosa vuol dire democrazia? Vuol dire prima di tutto fiducia del popolo nelle sue leggi: che il popolo senta le leggi dello Stato come le sue leggi, come scaturite dalla sua coscienza, non come imposte dall’alto… Il popolo italiano consacra alla memoria dei fratelli caduti per restituire all’Italia libertà e onore la presente Costituzione”.
Piero Calamandrei

Ci sono date nella storia di un Paese, che ne segnano profondamente la vita e il percorso umano e civico che il suo Popolo ha compiuto. Il 25 aprile appena trascorso ci ha ricordato che settanta anni fa l’Italia era finalmente liberata dalla dittatura. E’ stata una giornata segnata da molte celebrazioni; il Capo dello Stato si è recato al Teatro Piccolo di Milano, simbolo con il suo mecenate Giorgio Strehler, proprio di quel 25 aprile del 1945, quando invitò tutti i musicisti di Milano a suonare per la libertà, in tutte le strade della città. Molte commemorazioni sono state anche commoventi, come il ricordo delle molte stragi ad opera dai nazi fascisti, come Sant’Anna di Stazzema per citare, forse quella più rappresentativa, nella quale furono trucidati, in poche ore 560 civili italiani. Bellissimi e molto forti i ricordi di tutti i partigiani, ormai anziani, che in moltissimi programmi TV ci hanno ricordato che non si finisce mai di avere coraggio e di combattere per la libertà e la dignità del proprio Paese e della propria storia. Ed è sempre la storia, il nostro chiodo fisso, la base da cui partire per spiegare il presente. Il nostro presente oggi è caratterizzato da una politica che a Castelbuono dimentica il 25 aprile e il suo significato. La storia della mancanza delle bandiere sul prospetto del Municipio che i gruppi consiliari avversi al Sindaco hanno denunciato, oggi, proprio il 25 aprile assume un significato ancora più rilevante. Non ci sono simboli a Castelbuono che aiutano a comprendere quella storia, che rende onore al senso patriottico. Non ci sono state manifestazioni, non ci sono state commemorazioni, ma come direbbe qualcuno, foto gaudenti sui social network del Nostro allietato, senza neanche tanta convinzione, durante una scampagnata.  E se l’attuale amministrazione è sorda ai richiami del senso civico più profondo, spiace costatare che neanche le Istituzioni culturali hanno reso onore al 25 aprile. Anche il Primo maggio, altra data indicativa, oggi più che mai vista la grave crisi lavorativa, a Castelbuono si è ridotta a un menù a pagamento, servito nel solo parco pubblico, chiuso sempre alle famiglie e ai bambini ma, aperto per l’occasione. Non si ha notizia che in quella sede, si sia dibattuto di lavoro, si siano invitati ospiti, si siano avviati dialoghi, riflessioni. E anche lì foto compiacenti di fritture caserecce e bicchieri in evidenza. Che cosa resterà delle parole di Calamandrei, quale monito sul rispetto delle regole, oggi ahimè calpestate nella nostra amata Castelbuono? Che politica è questa che non si occupa di insegnare agli studenti, che non collabora con le scuole per inculcare il concetto primario che solo rispettando le regole, i luoghi e la storia, una Comunità può avere un futuro migliore e coeso? Quale idea ha del percorso storico l’attuale Assessore alla cultura?  Commovente è l’insegnamento di Calamandrei che ci racconta che le leggi sono scaturite dalla coscienza dell’uomo, come se fossero un tutt’uno. E a Castelbuono le Cassandre, si quelle che celebrano le sagre e gli improvvisati “eventi culturali” continuano nel sonno profondo della mancanza di senso civico e storico, contribuendo a rendere Castelbuono  una finta oasi nel deserto che avanza.

lunedì 20 aprile 2015

La questione morale.

“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”.
E. Berlinguer

Dopo la denuncia da parte dell’opposizione, degli atti non trasparenti dell’amministrazione comunale, quello cui si dovrebbe pensare, automaticamente, è la questione morale. Molti certamente l’hanno fatto, come non pensare alle parole di Enrico Berlinguer quando si argomentano fatti di così tal rilevanza politica e civica. Al di là delle decisioni che ha preso l’opposizione o altri organi, quello che ci interessa è la questione morale del cittadino e non del politico. Da anni, ormai, si è aperto un dibattito, in tutta Italia, sulla sfiducia che i cittadini nutrono nei confronti della politica. La continua emorragia di voti, di tanti elettori che non vanno più a votare, è un sintomo evidente del disinteresse e della sfiducia. Ora, leggendo qualche commento sui social network, ci sono quelli che s’indignano per chi è di parte, ci sono quelli che legittimamente non comprendono la decisione dell’opposizione e ci sono quelli che vorrebbero derubricare gli atti poco trasparenti con argomenti del tipo: “ ah però ci sono le frane e noi pensiamo alle sedie”; è proprio questo il punto, se non ci fosse una morale di parte, la frase eticamente giusta sarebbe: “ ci sono le frane e ci sono le sedie”. Quando c’è di mezzo la morale, non ci sono argomenti prioritari, non si fa a gara cercando il pretesto per sminuire o per ridicolizzare l’azione di un gruppo politico piuttosto che di un altro. La morale non è appannaggio della politica ma, del cittadino attento che oggi, avendo tutti i mezzi, può liberamente informarsi, stare attento sulla conduzione, da parte della politica, dell’azione amministrativa e governativa. Aristotele, parlava non a caso di zoon politikon, affermava che l’uomo, in quanto animale sociale, è naturalmente portato a occuparsi della politica, affinché possa vivere in armonia con tutti gli altri uomini. Solo gli animali, esseri limitati e Dio che al contrario è onnipotente, secondo il filosofo greco, non hanno bisogno della politica. La politica è come sei ogni giorno, non solo durante le elezioni. E’ principio non uso personale. Il bisogno della politica nei momenti di crisi come questo, in cui a vari livelli ci accorgiamo della mediocrità delle classi dirigenti, dovrebbe farsi più acuto, più attento e non lasciare posto ai tanti “autointellettualoidi” che s’indignano per nulla e che giorno dopo giorno prendono campo con l’antipolitica. Prendere le distanze segnando la differenza. Non il fine personale ma quello comune è ciò che distingue una parte dall’altra.  Invece quello cui assistiamo sono parole vuote di quella parte che si abbarbica a un potere ridicolo e logorato, privo di sostanza e degno dell’apparenza.  Non c’è un Bene più prezioso di quello comune, non ci sono, a nostro avviso, battaglie più emozionanti di quelle che difendono le Istituzioni da quelli che non le rispettano e facendole si rispettano tutti i cittadini. La storia ci ha dato tante testimonianze di uomini e donne coraggiosi che hanno fatto di questo rispetto la loro ragione di vita. Per comprendere e sostenere la morale del Bene comune bisogna essere liberi da condizionamenti di sorta, avendo ben saldo l’ideale e difenderlo ad ogni costo.

domenica 22 marzo 2015

La libertà non è un’opinione

“La libertà di stampa è garantita solo a coloro che ne possiedono una”. 
A.J. Liebling
Le parole sono importanti, come scriveva Ignazio Silone, le parole sono pietre, fanno bene e male. Le usiamo per comunicare, per dire la nostra, riservandoci, quando accade, di scriverle con intelligenza e sensibilità. Il caso che ha riguardato l’allarme di boicottaggio lanciato dal blog Castelbuonolive in realtà è un falso problema. La redazione si è trincerata legittimamente sulla scelta, di continuare a pubblicare in modo del tutto discrezionale commenti anonimi, gridando alla libertà di stampa. Gli risponde, appellandosi sempre alla stessa libertà di stampa, l’altro blog, Castelbuono.org, che invece, attesta la linea del commento firmato. In nessuno dei due casi abbiamo riscontrato la necessità delle due redazioni, di spiegare in cos’altro si distinguono. Riportano spesso le stesse notizie, facendo a gara sul numero di accessi o sui tanto di moda “mi piace”, come se fossero metri idonei a capire dove sta di casa la verità. La libertà di stampa non è una coperta corta, non è appellandosi a essa che la si rispetta di per sé. E così com’è legittimo da parte delle redazioni di pubblicare, di darsi una linea più o meno discutibile, è altrettanto legittimo scegliere il blog o il giornale opportuno cui inviare i propri comunicati. La questione però che vogliamo approfondire è un’altra. La libertà di stampa è evocata da coloro i quali, anche su giornali locali, la utilizzano per colpire il vissuto personale delle persone, i cui nomi utilizzano, senza conoscenza alcuna e spesso solo per colpire la persona e non il suo operato. Questi amano definirsi scribacchini e non giornalisti come, se il solo termine, potesse attestare ancora di più la libertà loro. Invece ottengono l’effetto contrario: la totale mancanza di pudore e senso civico. Articoli privi di contenuto vero, di spessore morale, si aggirano con compiacenti giornali e blog come direbbe qualcuno “giornalai”, con il solo intento di scatenare risse e urla. Ignorano, con l’accezione latina del termine, che scrivere significa assumersi la responsabilità di un’onestà intellettuale che sbandierano, ma dietro la quale non vi è sostanza. E così come gli anonimi cui tutto è consentito purché siano di parte, essi, gli scribacchini, auto valutatisi donne e uomini di cultura, attaccano, provocano, usano inutili pretesti e non si firmano. Anche loro usano l’anonimato di una redazione per colpire e screditare. Scrivono ammettendolo essi stessi, solo dettati, cosa ancora più grave, da percezioni. Il nostro professore di filosofia, ci ha insegnato che prima di emettere un giudizio di qualsiasi genere esso sia, bisogna conoscere, ricercare la verità. Amare lo studio e avere rispetto delle persone e della loro storia, passa attraverso l’educazione al dovere e non al senso discrezionale del diritto di una libertà usata solo per difendere l’indifendibile. La libertà intellettuale è una conquista, è sacrificio è avere il coraggio di mettere in gioco quanto di più prezioso si ha per difendere ora un’idea, ora un’ideale, ora un amico, ora il Bene Comune. Essere liberi, non farsi condizionare è faticoso, costa cara la libertà per questo è scomodo colui il quale la difende, sapendo che pagherà in coerenza. Sconoscono l’ironia, non danno merito neanche alla vecchia tradizione di Castelbuono, la Satira, che con intelligenza colpiva senza ferire. Ancora oggi lo fa e molti dei bravissimi attori che ci hanno deliziato al Veglione, vengono proprio dall’oratorio. Ci vorrebbe per costoro il ritorno di quell’oratorio, non di quello che il senso comune negativamente esprime, ma di quello di qualche anno fa a Castelbuono. Un luogo educativo, di confronto vitale e onesto in cui la persona aveva la possibilità di crescere svolgendo attività creative e spirituali portante avanti con volontariato, intelligenza, coerenza e un forte senso di aggregazione civica e umana.

 Non sanno confrontarsi su certi livelli, fanno serpeggiare, come ci ha abituati certa politica, insinuazioni, voci, percezioni, dicevamo, senza crearsi il minimo scrupolo morale. A questi signori diciamo che il tempo del frastuono è finito, per noi, non è mai iniziato, stiano sereni, comincino, hegelianamente a cercare la verità e non fermarsi kantianamente all’apparenza. Sappiano che crescere è bello, conoscere è entusiasmante, capire è passione, comprendere è amore e lealtà.

venerdì 27 febbraio 2015

Nuovo simbolo di Castelbuono: le panchine

“ Solo su una panchina leggeva dentro di sé. L’anima come un giornale vecchio da accartocciare. Un passato ingiallito ai piedi suoi si posò. Solo su una panchina si addormentò”. (Peppino Di Capri- La Panchina).
I simboli si sa, hanno da sempre , segnato le epoche e le storie dell’umanità. Di recente abbiamo raccontato di cosa era, nel passato, Castelbuono e di quanto amore sia stato riversato ai suoi simboli più importanti, dall’intera Comunità. E siccome non si finisce mai di imparare, oggi in modo stupefacente la nostra amministrazione, e crediamo in particolare, per competenza, il primo cittadino e il neo Ass. all’arredo urbano Marcello D’Anna, che Castelbuono ha un nuovo simbolo. Così importate da dedicargli foto soddisfacenti e comunicato di rito. I più distratti si chiederanno di cosa stiamo parlando, presto detto: delle panchine.  Castelbuono, amici cari, si svecchia, ancora una volta s’innova e abbandona i suoi vecchi e stanchi simboli. Non più il Castello dei Ventimiglia, non più la Piazza Margherita, non più le sue montagne, il bosco, le tante fontane, no oggi come c’è ricordato dall’amministrazione, il simbolo della nostra Comunità è la panchina: Le panchine non sono solo elementi di arredo, ma costituiscono elemento fondamentale e indispensabile delle città, concorrono ad articolare lo spazio urbano e si connotano come l’espressione più immediata dell’immagine di una località”. E’ una notizia che ci deve inorgoglire, che segnerà la differenza rispetto a quanto ci comunicano i paesi limitrofi come Pollina, San Mauro, Gangi e Isnello sui finanziamenti che stanno ottenendo su diversi misure, tutti avuti grazie ad attente politiche di sviluppo e di conoscenza dei bisogni dei cittadini. In effetti a pensarci bene, le panchine fanno arredo, sono come dire, riposanti, e si prestano all’uso che più contraddistingue da qualche tempo Castelbuono: stare fermi.

Peccato che il nostro Primo cittadino e l’efficiente e altrettanto comunicativo Assessore D’Anna non prestino la stessa dedizione al resto del paese. Basta fare una passeggiata per il centro storico in orario di chiusura al traffico e ci si rende subito conto di come, i divieti non siano rispettati. A ogni ora, la Piazza Margherita è invasa dalle auto. Il prospetto della bellissima Ex Banca di Corte, in modo particolare nel periodo estivo, sempre coperto dai mille cartelloni pubblicitari. Immaginate per un attimo se a Firenze facessero la stessa cosa con Palazzo Vecchio, a Roma con Palazzo Chigi, a Palermo con la Cattedrale e potremmo continuare a iosa.  La Piazza Castello, ormai perenne parcheggio selvaggio. Per non parlare della Via Cefalù cui l’importante apertura della nuova Circonvallazione, posta come panacea dei mali del traffico della zona, non sia servita a niente. Anche lì, improvvisazione pura, vista la denuncia fatta in piena inaugurazione dall’Ass. Regionale venuto per l’occasione, sulle condizioni del manto stradale. I mezzi pesanti, infatti, continuano a passare dalla Via Cefalù a qualsiasi ora, congestionando il traffico. Come si pensa di fare turismo di qualità con queste politiche? E’ una Patria senza padri Castelbuono, senza alcun punto di riferimento, il passato non è preso ad esempio per correggere gli errori e spingerci al futuro. Per non parlare dei marciapiedi, vecchi e malandati; davanti a una delle famose panchine sono stati posti anche due grandi vasi. E i pedoni? Forse non meritano rispetto? Come si fa a mettere una panchina su un marciapiede abbastanza frequentato? Bisogna conoscerlo questo paese per amministrarlo. Come ci suggerisce qualcuno abbastanza intelligente: “Non è la sedia che fa la persona ma è la persona che fa la sedia”. Ci chiediamo che fine abbiano fatto gli ambientalisti di Castelbuono che nel passato hanno valorosamente portato avanti battaglie importanti per l’ambiente e la vivibilità di Castelbuono? Coloro i quali hanno contribuito con politiche giuste al miglioramento dell’ordine e della pulizia. Non a caso nel tempo il nostro paese è cresciuto in educazione ambientale e rispetto per il Bene pubblico. Perché oggi tacciono? E’ tutto un insieme quello che avviene, come abbiamo già ricordato, gli atti vandalici, il caos, l’assenza di programmazione, l’improvvisazione continua. Ci chiediamo quali sono i contenuti di queste politiche mordi e fuggi? Che idea si ha di Castelbuono e verso quale futuro si vuole traghettare? Come ogni leader che si rispetti, forse anche il Nostro, ha avuto una “visione” immaginifica del futuro e chissà, magari come recita la canzone: “…Un passato ingiallito ai piedi suoi si posò. Solo su una panchina si addormentò”.