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lunedì 20 maggio 2019

LA SCUOLA CHE C'E', IMPRESSIONI SULL'I.C. FRANCESCO MINA' PALUMBO


“La conoscenza che viene acquisita con l'obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l'obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l'inclinazione naturale del bambino.” Platone
Tutte le storie iniziano con “C’era una volta…” questa, invece, cambia le regole del gioco, e inizia così “ C’è questa volta…”. Non è facile trovare ambienti lavorativi così dinamici e ricchi di diversità e idee. Ascoltare la dirigente dell’I. C. Francesco Minà Palumbo,  Antonella Cancila, è stato davvero interessante, sentire parole di apprezzamento per i docenti e gli studenti ancora di più. Siamo troppo spesso abituati a dare per scontati tanti discorsi, molti fatti, non ci chiediamo più come nascono le cose. Come s’innescano certi meccanismi. Abbiamo mai pensato a cosa fanno tutte quelle ore, studenti e docenti chiusi dentro una scuola? E poi, sono davvero “chiusi”?  Se c’è una parola che descrive questa scuola, è apertura; lo è verso il territorio, i suoi bisogni, le mille peculiarità. Apertura verso le richieste che vengono dagli studenti, verso il lavoro che instancabilmente compiono ogni giorno i docenti. 800 alunni e le loro famiglie, tra Castelbuono e Isnello, significano una fetta importante delle nostre Comunità, ricchezza e valore che devono andare di pari passo con la crescita culturale e civica. Lavoro delicato che non dobbiamo dare per scontato. Apertura è quella che la scuola ha continuato a dare, oggi ancora con più enfasi, al progetto Erasmus, che vede il coinvolgimento di sei nazioni compresa la nostra. Ci sono docenti che sono già andati in Turchia e Spagna per le riunioni di coordinamento, a maggio arriveranno ventiquattro studenti da Olanda, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Turchia che saranno ospitati da altrettante “nostre” famiglie. Uno scambio culturale ricchissimo che li vedrà viaggiare per tutta la Sicilia alla scoperta del nostro territorio e delle nostre bellezze. Il progetto, incentrato sull’ambiente, il 24 maggio avrà anche una celebrazione in Piazza Margherita e la sera un momento conviviale nel bellissimo Chiostro di San Francesco. Apertura verso la diversità, verso chi viene da lontano, è questo il progetto “Fuori dal labirinto” che la scuola in collaborazione alla Coop. L’Aquilone e il Vescovado di Cefalù ha voluto fortemente ponendo l’accento sul suo ruolo di agenzia di educazione. Non sono mancati i momenti di difficoltà nei casi di alcuni ragazzi con storie particolari, ma il senso di umanità e la collaborazione, come ricorda la dirigente, hanno fatto superare tutto. E poi ancora, progetti che hanno titoli evocativi, “La Legalità”, “Diversamente uguali”, “I Giusti” con la costruzione del giardino dei Giusti. Progetti sull’alimentazione, sugli affetti “Ti voglio bene e ti dico no”. Le gare, quelle di matematica, quelle sportive, i concorsi, come quello celebrato in questi giorni a Città di Castello, nel quale la nostra scuola ha fatto incetta di premi, su oltre sessanta scuole partecipanti. Un flusso continuo di idee e educazione civica e di bellezza.
Apertura è quella mediazione che la Dirigente ha voluto promuovere tra le diverse figure professionali per fare emergere il meglio, un clima che ha ancora accresciuto la voglia degli studenti di rimanere a scuola nel pomeriggio per proseguire le diverse attività.
Apertura è anche armonia, quando si parla di musica, e allora come non continuare con il corso musicale, uno dei migliori del settore. Ormai i bravissimi docenti, giovani ed entusiasti di strumento musicale, da qualche tempo ci hanno abituati a giovani talenti musicali.  Settantaquattro elementi oggi formano l’orchestra musicale dell’Istituto, e tra qualche girono saranno protagonisti del Concorso musicale per le scuole di Città di Castello in Umbria. Apertura e serenità nel tono e nella voglia di raccontare la scuola traspaiono dalle parole e dall’atteggiamento della Dirigente che intende con più forza e ostinazione, aprire la scuola al territorio, accanto alle istituzioni come in occasione del FAI, sia con quelle di Castelbuono sia con quelle di Isnello. Per il primo anno nel vicino borgo madonita è stato inaugurato il FAI e anche in questo caso la parola è: apertura.   Collaborazione con le Istituzioni comunali e culturali, con gli agenti del territorio, rispetto per i ruoli e il lavoro di tutti sono ingredienti essenziali per la scuola della Dirigente Cancila.
E anche se questa è scuola dell’obbligo, qui l’unico obbligo che abbiamo riscontrato è quello di avere voglia di conoscersi, di fare squadra. Una scuola come la voleva Platone, aperta e senza inutili orpelli, nessun senso di superiorità dei ruoli; nessuna autorità ma tanta autorevolezza. Divertirsi nel senso latino del termine, DIVERTERE, fare cose diverse, assaggiare tanti frutti, parlare tante lingue, ascoltare tanti strumenti. Si è proprio così, come l’orchestra d’altronde, in cui ogni singolo elemento è indispensabile per la riuscita dell’armonia, se poi il direttore d’orchestra ha come filosofia l’apertura, il gioco è fatto.





lunedì 15 ottobre 2018

Risate di gusto



“Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”.
Karl Kraus
Strani tempi, pieni di odio e rancore. Dialoghi che esistono solo sui social a uso e consumo di chi il tema non sa neanche cosa sia ma, accusa e mortifica ancora. Serve sempre un capro espiatorio pronto a immolare sull’altare il cattivo di turno contro l’inadeguatezza e la mediocrità di certa politica.
Diritti umani barattati a favore dei voti di personaggi più scuri che chiari che, ne siamo certi, non decifrano neanche l’italiano.
Sindaci onorati da tutto il mondo, nel nostro caso anche copiati da certi asini, sbandierati come merce da mercato, da un governo urlatore.
Assistiamo inerti al cambiamento dei diritti umani e culturali che i nostri genitori ci hanno insegnato.
La precarietà che c’è stata data in dote, mette in discussione sempre tutto ma, senza affrontare nessuna discussione. Una politica che non ha nulla raccontare, che non si confronta, priva d’idee, che usa, come nel nostro caso, il consiglio comunale, (vedi Consiglio comunale sul tema della raccolta differenziata), solo come strumento per prendere tempo, senza assumersi la responsabilità di una scelta. Una politica che non sa cosa sia il coraggio si nutre giorno dopo giorno solo di Risate di gusto. Appunto nessun tema, nessuna dialettica, solo panini e bevande e risate che non fanno ridere nessuno. E’ questo dunque il tempo che meritiamo? Se c’è una colpa che ha commesso la nostra generazione, è proprio quello di avere alimentato questa deriva.
Oggi per questo motivo, abbiamo bisogno di tutti quelli che nel passato hanno saputo segnare la differenza. Abbiamo bisogno dei loro esempi, del loro lavoro e della loro testimonianza. Abbiamo bisogno di menti superiori che ci insegnino la strada che abbiamo perso o che a fatica cerchiamo di fare in questo guazzabuglio di risate.
Noi non abbiamo nulla da ridere, facciamo con fatica cultura in questo paese che vive, ormai da tempi, solo di raduni e sagre di piazza, sponsorizzando solo cibo di strada, di cui per altro, Castelbuono non è mai stata testimone.
Abbiamo bisogno che emerga la cultura vera, fatta d’insegnamenti solidi e diritti civili veri, che non sia strombazzata dalla pagina Facebook del Comune, che sembra più la pagina di una radio di provincia che quella di un’Istituzione.
Agli intellettuali chiediamo di afferrarci per mano, di strigliarci se abbiamo permesso questo, se abbiamo dimenticato l’associazionismo per valorizzare l’individualismo.
Abbiamo bisogno di essere capiti e compresi, abbiamo bisogno, in definitiva, che il pensiero si faccia presente e pressante contro chi, oggi, continua a sponsorizzare solo risate di gusto, sperando che non siano indirizzate a noi.






venerdì 20 luglio 2018

La palla


“L'uomo che si lamenta del modo in cui la palla rimbalza è probabilmente quello che l'ha fatta cadere.” 
Lou Holtz
Da circa un anno assistiamo a una preoccupante assenza di dialettica politica, culturale e sociale che ha ridotto a lume di candela il dibattito pubblico. Assente, ormai da qualche tempo, qualsiasi tema propagandato in campagna elettorale, riguardante grandi progetti, meravigliose visioni, enormi sogni…che mai si sono realizzati, e non solo nell’ultimo anno.
Il dibattito, invece, è tra due competitor che evidentemente peccano in due cose: non avere capito che la campagna elettorale è finita da un pezzo e seconda cosa non avere capito i ruoli che ricoprono.
Siamo ormai abituati a una mancanza istituzionale che ha avvilito il clima politico e sociale della nostra amata Italia, ma qui le cose non vanno meglio.
Post su facebook avvelenati e privi, non solo di sintassi, ma anche di rispetto, si rincorrono in continuazione esasperando, non solo i temi che non sono spiegati per quello che sono, ma anche i toni e le intenzioni.
Come il gioco della palla, qualcuno non fa altro che lanciarla, ora a te, ora a me, prima c’eri tu, ora non ci sono io ecc.…è tutto un susseguirsi di rimpalli verbali, di accuse personali, di antipatie portate all’ossimoro. E i temi? E i cittadini che hanno coccolato in campagna elettorale promettendo quei sogni appunto di cui si diceva prima? Anche l’aumento del pane diventa tema per attacchi e insinuazioni, mai quello della benzina che a Castelbuono è diventato vergognoso. E mentre la cronaca locale, ci preoccupa per quello che sta accadendo ai nostri giovani, alle donne, ai bambini indifesi, la politica fa scena nelle piazze, nelle feste e nell’imminente estate che, ovviamente, tutti ci invidieranno. (sic!)
Sarebbe ora di smetterla, di mettersi dentro le cose, di studiare, di avere rispetto, di finirla nel cercare pretesti inutili, anche perché non ci sono più alibi, per due ragioni. Chi oggi è all’opposizione non si può dire ignaro di quanto accaduto nel passato. Fa specie pensare che a qualcuno dia fastidio l’aumento del biglietto del Museo Civico, quando l’ha amministrato, sempre nel passato, senza alcun rispetto per l’Istituzione e in modo leggero.  Sempre le carte parlano, no vox populi, come fa qualcuno. O cadere dal pero per la questione Teatro le Fontanelle, o la vergona assoluta della frana della via Tenente Ernesto Forti. Al contrario chi oggi amministra, invece di tirare sempre in ballo il predecessore, dovrebbe dirci come intende risolvere i veri problemi di questo paese. No. Il pane, oggi conta di più, fingendo un’inutile vicinanza ai cittadini, tirando fuori crisi economiche e storture populiste varie.
Sarebbe opportuno, capire a questo punto chi ha fatto cadere la palla, chi ha iniziato il rimbalzo, intanto noi aspettiamo che ci sia finalmente una dialettica vera, intelligente e profonda.